Filosofia del blog

Siamo davvero pronti per una notizia del genere?

Questo blog non tratta di avvistamenti di dischi volanti.

E’ invece incentrato su alcune mie riflessioni sugli aspetti psicologici, sociologici ed antropologici che, a mio avviso, impediscono al genere umano, in quanto specie, di prendere in seria considerazione il gigantesco tema UFO una volta per tutte.

Gli UFO in quanto Unidentified Flying Objects esistono.
Punto.

Questo è talmente ovvio che negarlo è semplicemente ridicolo.
Altra cosa è attribuire direttamente al fenomeno una natura extraterrestre. Tuttavia, anche nel caso in cui venisse incontrovertibilmente dimostrata la natura non aliena degli OVNI (acronimo italiano per Oggetti Volanti Non Identificati), l’umanità non avrebbe fatto un gran bella figura per come han affrontato l’argomento fino qui.

Il cieco fanatismo, da una parte, e lo sghignazzo sarcastico, dall’altra, non fanno onore alla nostra sedicente specie intelligente ed evoluta (?)

    

Sono sempre stato incuriosito dai molti eventi storici che sono poco chiari, a volte inspiegabili tramandatici per via dei più antichi manoscritti conosciuti. Fatti ed situazioni dettagliatamente descritte ma che sono state prontamente etichettate, in tempi moderni, come mitologia o leggenda. E sono quindi sempre stato sorpreso da come noi, l’uomo, si sia capaci di operare mirabili virate logiche ed assumere posizioni “di comodo” a seconda di quello che ci si trova davanti.

Non sono un fan della “New age”, non amo i complottismi e non credo molto alle grandi cospirazioni globali. Ho una visione del mondo tragicamente più semplice ma anche più deprimente. Purtroppo.
Un mondo composto da moltitudini di “utili idioti” più che da orde di inconsapevoli assoggettati a
tremendi ordini mondiali precostituiti.



Una cosa tipo: la
nave dell’umanità naviga alla cieca e non c’è nessuno al timone…

Tenere segreto il fenomeno Ufo sarebbe stato impossibile per qualsiasi loggia massonica ancorchè planetaria. Infatti non è affatto un segreto!

L’acronimo U.f.O. è probabilmente il più conosciuto al mondo. Il simbolo, anche solo stilizzato, del disco volante è presente in qualsiasi cultura e a qualsiasi latitudine da ormai molto tempo e tutti sanno istantaneamente a cosa ci si riferisce.

Ma infondo non c’era affatto bisogno di occultare quasi nulla. Facciamo già tutto da soli. Scegliamo autonomamente di non considerare seriamente la cosa. Anzi, come di consueto, ci dividiamo in fazioni:

Quelli che: “…io ci credo. Punto!”
e quelli che: “… e allora perché non atterrano nel prato dell’olimpico durante il derby?”

Pura tifoseria. Purtroppo miei simili che nutrano un sano dubbio e sappiano conviverci ne h
o conosciuti pochissimi.

Non c’è niente da fare. Non pensiamo come specie.

Anzi! Spendiamo tutto il nostro tempo nel cercare di distinguerci come individui. Ingaggiamo ridicole battaglie verbali fra di noi nel tentativo di zittire il “rivale” con chi sa quale notizia o nuovo dettaglio. Un battibecco che mi ricorda un po’ la stupenda metafora dei “polli di Renzo” ne “I promessi sposi” del Manzoni. Così presi nella loro futile zuffa a testa in giù da ignorare totalmente il comune e tragico destino.

Renzo Tramaglino

Due pesi per due misure.

Due pesi, due misure

Questo sembra davvero essere il più invincibile dei nostri difetti di computazione della “realtà”.
Non serve una grande sagacia per notare ciò nella vita di tutti i giorni in campo politico, civico, religioso e spirituale. Fagocitiamo e ostentiamo “certezze” in grande quantità senza esercitare, in autonomia, il ben che minimo spirito critico. Parliamo per sentito dire e
ci infervoriamo per cause e teorie di cui non sappiamo nulla ma che fanno vibrare, per qualche fugace attimo, le corde della nostra grande ed instabile emotività.
Così presi dal nostro compulsivo e vorace godimento nell’illusione di poter controllare noi stessi e tutto ciò che ci circonda. Nel pieno del nostro delirio di onnipotenza e con una buona dose di arroganza, abbiamo deciso di credere fermamente ad una nostra versione del mondo e dell’universo. Una versione su misura per noi e le nostre “certezze”. Una versione post-illuminista (materialista?) basata sulla prova. Sul concetto di vero o falso in senso assoluto. La prova attenuta con la tecnologia del momento e tramite il 
così detto “metodo scientifico” che vorrebbe qualsiasi fenomenologia riconfermata più e più volte in un “laboratorio” (così viene chiamato anche in senso lato un ambiente in equilibrio, controllato ed esente da variabili esterne). Come se tutto ciò che esiste potesse essere ricondotto alle tecniche di misura di cui disponiamo. Per tutto ciò che sfugge a questa “logica”, purtroppo, non facciamo seguire la sospensione del giudizio ma la sua negazione e/o banalizzazione.

Nella maggior parte dei più noti casi di avvistamenti UFO, oggettivamente incontrovertibili, della storia ho trovato le “spiegazioni” definitive ed ufficiali di gran lunga più ridicole ed imbarazzanti rispetto alla teorica presenza di “omini verdi” a bordo.

I così detti “fulmini globulari” ne sono un classico esempio.

Per decenni non è stato nemmeno certo che esistessero. Uno dei fisici studiosi dell’ argomento più noti al mondo Graham K. Hubler ha recentemente annunciato che, dopo anni di suoi esperimenti nei laboratori della US Naval Research, è giunto alla conclusione che probabilmente i fulmini globulari esistono ma che sono di una tale rarità e scarso impatto ambientale da renderli fenomeni del tutto irrilevanti.
Eppure i fulmini globulari compaiono in dosi Luculliane
nelle dichiarazioni ufficiali sui casi di avvistamenti UFO di ogni epoca. Quindi, con una mano la scienza fatica a dimostrare l’esistenza dei fulmini globulari, mentre con l’altra li attribuisce massicciamente a migliaia di avvistamenti UFO. E’ un atteggiamento logico? Di buon senso come vorrebbe il manuale cel bravo scienziato? No. E’ due pesi, due misure.

Due pesi, due misure

 Stessa cosa dicasi per i famigerati “Palloni-sonda”.

Volendo dare retta alle “spiegazioni” ufficiali i palloni sonda sarebbero i veri responsabili della maggior parte dei più controversi avvistamenti UFO. Ma, essendo questi ultimi in numero ormai sesquipedale sin dagli anni 40 in tutto il mondo, dovremmo statisticamente vedere palloni sonda di continuo nei cieli. Cosìcchè, in un numero proporzionalmente limitato, qualcuno di essi possa eventualmente essere scambiato per una navicella aliena dall’avvinazzato o credulone di turno.

Ne avete mai visto uno in cielo? Rieccoci: due pesi, due misure.

Due pesi, due misure

Sarebbe chiedere troppo l’ammettere pubblicamente di non poter avere sempre e comunque una spiegazione certificata? Sarebbe così scandaloso l’ammettere pubblicamente di non essere sempre in grado di ricondurre ogni fenomenologia all’interno del recinto delle nostre conoscenze? 

Sì. Sarebbe la più grande rivoluzione culturale mai verificatasi in occidente. Richiederebbe un viaggio molto doloroso dentro di noi nel profondo. Una riconsiderazione totale di quello che siamo fermamente convinti di essere e di sapere. Troppo faticoso. Meglio accodarsi e farsi una bella risata (isterica?)

Credo davvero che, qualunque essere umano affronti un tema come questo, debba necessariamente fare i conti con il suo insuperabile “limite” antropologico.

L’ emotività
Siamo esseri emotivi. Di quella che definiamo “realtà” consideriamo sempre e soltanto (scienze incluse) la porzione che abbiamo la forza di accettare psicologicamente. Tutto il resto, ciò che potrebbe scardinare le nostre poche “incrollabili certezze”, lo deridiamo istericamente e lo declassiamo a mitologia o folklore per non rimanerne impietriti.

Semplicemente scegliamo di non vedere ciò che non comprendiamo. 

Il terrore dell’ignoto batte la curiosità.
La paura batte l’ intelligenza.

Skyblue

Skyblue

Skyblue

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